La libreria come organismo vivente – Intervista a Loriana Ursich

Versione integrale dell’articolo pubblicato da Il Piccolo il 31 marzo 2019 (Foto da Fb)
loriana
Un lavoro iniziato quasi per caso e diventato l’anima di una delle più belle librerie d’Italia. Loriana Ursich, libraia dell’Antico Caffè San Marco, festeggia domani i suoi trent’anni di carriera. Fresca dell’invito alla scuola per librai “Elisabetta Mauri” della Fondazione Feltrinelli, tira le somme di questi decenni.
Loriana, com’è iniziato tutto?
Un po’ per caso, rispondendo a un annuncio dell’agenzia Einaudi. Mi sono presentata senza particolare ottimismo, ho sostenuto il colloquio e poco dopo sono stata assunta dopo una settimana di prova dal mio ex titolare, Paolo Deganutti. Ho iniziato così il mio percorso all’interno del mondo dei libri. Ero spaventata, mi trovavo a dover gestire uno spazio pieno di libri senza avere idea di come affrontarlo, ma ho subito sentito una grande passione per quel che stavo facendo. Dopo pochi anni l’agenzia è diventata una libreria vera e propria, trasferendosi in via Coroneo, e lì ho trascorso 25 anni. Ho avuto la fortuna di avere dei colleghi fantastici da cui ho imparato tantissimo.
Il suo segreto di libraia?
L’attenzione. Nessuno quando entra in libreria deve sentirsi escluso: le librerie, alcune in particolare, possono sembrare ambienti distanti, elitari. Non è così: se il cliente è accompagnato e seguito da un libraio, può sempre trovare quel che cerca. Tutto il tempo che ho investito nel seguire i clienti ha moltiplicato il suo valore: oltre a gratificarti, il cliente che ha fiducia ti dà un sacco di informazioni.
Come intende la libreria?
Io dico sempre che la libreria è un organismo vivente, proprio perché è composta da libri, e i libri sono veicoli di idee, di mondi. Una bella libreria nasce dal confronto continuo fra il libraio e il cliente, altrimenti diventa autoreferenziale: il libraio costruisce uno spazio a propria immagine e somiglianza, decretandone la fine. Invece ascoltare gli stimoli, i giudizi e i consigli dei clienti rende questo lavoro vario, interessante, e permette di imparare sempre. Facendo il mio lavoro resti un apprendista fino alla fine. Questo è l’elemento vivo che ti permette di superare le tensioni che ci sono, come in ogni altro impiego.
Il San Marco è una libreria in cui questo processo di confronto libraio-lettore è molto chiaro.
Di certo lavoro in un luogo che mi consente di viverla così. Ho avuto il piacere di essere coinvolta da Alexandros Delithanassis nel progetto dell’Antico Caffè San Marco nel 2015. Qui ho modo di esprimermi grazie all’ambiente e alla sua clientela.
Un cliente che le è rimasto nel cuore.
Ho un cliente che è diventato un carissimo amico, come spesso mi capita, che si chiama Massimiliano. Tre o quattro anni fa mi consigliò di mettere assieme alcuni testi riguardanti il rapporto degli animali con l’uomo. Allora il tema era pertinenza esclusiva delle case editrici specializzate: costruimmo una selezione di titoli facendo una ricerca bibliografica assieme. Oggi basta guardare gli scaffali per capire che nel frattempo quell’argomento ha generato molto interesse. Ecco, è un esempio perfetto di arricchimento fra libraio e lettore.
Altri esempi?
Ce ne sono molti. Io non posso leggere tutto, ma so che certi clienti sono un riferimento giusto per certi specifici argomenti, e i loro consigli diventano indicazioni utili per altri lettori. Mi capita poi di trovare in libreria i figli di alcuni clienti. Uno una volta ha detto “Loriana è la libraia di famiglia”. Son cose belle, vuol dire che si è riusciti a creare un legame che va al di là del mero compra, vendi, ordina.
Cosa legge?
Io amo soprattutto la narrativa. In passato leggevo molta saggistica, ma oggi ho sempre meno tempo, purtroppo. Ci sono autori di cui leggo tutto, come Murakami. Leggo principalmente autori stranieri e meno italiani. Spesso mi faccio affascinare dal singolo libro più che dall’autore. Ogni volta che arriva una scatola nuova mi sento come a Natale. Adoro anche le graphic novel, da Moebius ai Marvel.
Tra gli autori che le è capitato di conoscere in questi anni, ce n’è qualcuno che l’ha colpita in particolare?
Uno è sicuramente Björn Larsson, che abbiamo ospitato con TriesteBookFest alla Barcolana. Non mi era mai capitato di vedere qualcuno che al momento di firmare i libri si fermasse con ogni singolo lettore a conversare. In generale sono pochi gli scrittori che a conoscerli dal vivo sono meno interessanti di come te li immagini.
Lei è tra le anime del TriesteBookFest, cosa puoi dirci di questa esperienza?
Nel 2015 ho conosciuto altre persone che come me amano i libri e le storie. Abbiamo creato l’associazione per fondare un festival letterario a Trieste, pensando che per la sua storia questa città meriti di ospitare un evento del genere. Stiamo portando avanti il festival con grande soddisfazione e con grande fatica: i finanziamenti mancano sempre ma non è importante, quel che conta è la passione. Infatti riusciamo ogni anno a portare a termine il progetto che ci prefiggiamo.
Il futuro del libro di carta è stato messo in dubbio molte volte in questi anni.
Il libro di carta continuerà sempre ad esistere ma diventerà più bello, fatto meglio, più curato. Secondo me, su tempi molto lunghi, rischieranno di sparire le piccole case editrici che non riescono a fare prodotti di qualità. L’ebook acquisterà il suo spazio, ma il libro su carta resterà. Ciò potrà stimolare gli editori a realizzare un prodotto più bello nel contenuto e nella forma.
In questo paese si pubblica troppo.
Infatti, anche per questo non penso che i cambiamenti in arrivo siano per forza soltanto negativi. C’è chi vede questa sovrabbondanza di pubblicazioni come un segno di pluralità, ma sappiamo benissimo che la maggioranza è in mano a pochi editori. Guardo invece con interesse alle piccole case editrici che si son sviluppate seguendo un progetto coerente: le case che negli anni son rimaste fedeli a sé stesse sono quelle che sopravvivono. Lo stesso vale per le librerie: inutile cercare di avere tutto per fare concorrenza all’online. La libreria è un luogo in cui il libraio ti aiuta a trovare le cose che cerchi. E penso che il San Marco sia un buon esempio.
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Informazioni su giovannitomasin

Giornalista professionista, scrivo abitualmente per il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Archeologo di formazione, ho una passione inestirpabile per tutto ciò che è Mediterraneo.
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Una risposta a La libreria come organismo vivente – Intervista a Loriana Ursich

  1. ettorefobo ha detto:

    Anni fa ho avuto la fortuna di presentare al Caffè San Marco un mio libro e di assistere al Trieste Poetry Slam. Bellissima atmosfera.

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