La politica del supermercato. Intervista a Massimo Cacciari

Pubblicato da Il Piccolo il 7 giugno 2016.

Massimo_Cacciari_(06_02_2012)

«I risultati potevo dirli tutti una settimana fa, a parte Milano». È proprio nel capoluogo lombardo che, secondo il filosofo Massimo Cacciari, si gioca il futuro del Partito democratico nella sua attuale incarnazione, quella che lui definisce «il partito di Renzi». In un’analisi a 360 gradi delle amministrative, il pensatore veneziano passa dalla Lega a Forza Italia, al Movimento 5 Stelle. E descrive un panorama in continuo mutamento: «L’elettore italiano si trova davanti a un’offerta politica cangiante e non può far altro che votare quel che trova».

Cacciari, partiamo dal risultato deludente del Pd.

Deludente… Al di là di qualche percentuale mi paiono risultati molto prevedibili. Che a Roma il Pd andasse male era scritto. A Napoli, dopo primarie e polemiche di quel genere, la vittoria di De Magistris era scontata. Deludenti sono, questi sì, gli esiti di Torino e Bologna. Ma penso che in ambo i casi il Pd vincerà al ballottaggio.

E Milano?

Lì è il vero punto, il luogo in cui si decide il risultato complessivo. Per questo dobbiamo sospendere il giudizio. L’eventuale perdita di Milano sarebbe una sconfitta netta per Renzi, non potrebbe cavarsela facilmente. Se il Pd perde lì, a Bologna e Torino è una catastrofe. Ma se vince in tutte e tre le città Renzi dirà di aver vinto. Nel complesso è la conferma del fatto che, laddove Renzi non ci mette la faccia, il partito di Renzi non sfonda.

Il centrodestra?

Ne esce malmesso. Berlusconi è a pezzi e Salvini non ha ottenuto il risultato straordinario che gli avrebbe permesso di dire “adesso il capo sono io”.

In effetti la Lega non ha brillato.

Salvini da solo non ce la può fare, ha ancora bisogno di Forza Italia. Che sarà pure un simbolo quasi vuoto perché Berlusconi è scomparso, ma resta indispensabile. L’Opa lanciata dalla Lega sul centrodestra è fallita e il risultato è che ora stanno peggio del partito di Renzi. A meno che questo non perda Milano.

Il M5S ha ottenuto diversi risultati sotto le aspettative.

Faticano dove c’è un governo forte. Vale per Napoli, vale per Milano. Dove c’è una forza politica che tenga relativamente, relativissimamente, il M5S va peggio. L’unico dato certo, però, è che continuano a crescere. A Roma vinceranno automaticamente, a meno che non venga fuori che la Raggi ha ammazzato la nonna, cose così. Devono succedere cose pazzesche perché vinca Giachetti.

Chi va sempre bene è l’astensionismo.

Dopo che in Emilia Romagna l’ultima volta era andato a votare il 37% possiamo dire che il risultato odierno è addirittura buono. Se si considera poi che le urne erano aperte solo alla domenica, con l’aria che tira, con gli esiti delle amministrative precedenti… è andata ancora bene. Ormai l’astensionismo non sorprende più, è banale.

Si può proiettare l’esito del voto odierno sul referendum di settembre?

Ancora una volta il giudizio va sospeso. E proprio perché c’è Milano. Se Renzi perderà il capoluogo lombardo, il centrodestra capirà quale schema adottare per le prossime politiche e si impegnerà all’estremo le sue forze anche per vincere il referendum. Per questo ogni giudizio ad oggi è precario. In fondo gli altri dati erano tutti prevedibili con ampio margine: avrei potuto dirle i risultati una settimana fa.

Alla luce di questi risultati possiamo dire che l’elettorato italiano risponda in modo diametralmente opposto a seconda della città. Sono venuti meno i vecchi criteri di valutazione politica?

Non ci sono più i partiti! Sono spariti i punti di riferimento! Gli elettori votano a seconda di chi conoscono, del disagio che sentono. Sono venuti a mancare tutti i riferimenti di carattere ideologico e non sono stati sostituiti da nuove posizioni. Il risultato è che l’elettore muta continuamente. Ed è ovvio che sia così, cosa deve fare, poverino. Di volta in volta si adatta all’offerta politica, che è a dir poco cangiante. L’elettore italiano è come uno che va al supermercato e trova ogni volta una scelta di prodotti diversa. Mica si può affezionare a qualcuno in particolare, compra quel che gli capita.

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Informazioni su giovannitomasin

Giornalista professionista, scrivo abitualmente per il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Archeologo di formazione, ho una passione inestirpabile per tutto ciò che è Mediterraneo.
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