Intervista a Nader Akkad

Pubblicato da Il Piccolo il 19 novembre 2015.

1695

«L’Isis va combattuto con tutti i mezzi leciti, ma l’unico modo per eliminarlo per sempre è smantellare la sua ideologia. E questo possono farlo soltanto i musulmani». Nader Akkad è un imam, una guida alla preghiera, e uno dei volti più conosciuti della comunità islamica di Trieste. Ingegnere elettronico originario di Aleppo, in Siria, è stato per anni ricercatore all’Ictp dove ha conosciuto il premio nobel Abdus Salam. È stato anche uno dei primi imam in Italia a conseguire il master dell’università di Padova in Studi sull’Islam d’Europa, iniziativa di un consorzio di atenei per la formazione di figure religiose in sintonia con i valori europei. Scherzosamente, definisce il diploma «imam made in Italy». La sua idea su cosa si debba fare per contrastare il cosiddetto Stato islamico è molto chiara.

Akkad, qual è la sua posizione di fronte a fatti come i recenti attacchi terroristici a Parigi?

Il terrorismo è una piaga che la mia famiglia conosce molto bene. Il cugino di mio padre, che per la nostra cultura è uno zio, è stato ucciso in un attacco terroristico.

Com’è successo?

Mio zio era Mustafa Akkad, uno dei più importanti registi del mondo arabo, autore di film come The Messenger con Anthony Quinn. Nel 2005 era ospite di un hotel ad Amman, in Giordania, assieme a sua figlia. Entrambi erano cittadini americani. Al-Qaeda lanciò un attacco contro l’albergo e loro sono tra le vittime. Il terrorismo è una cieca follia assassina.

Da dove nasce?

Deviazioni di questo genere si trovano fin dai tempi iniziali dell’Islam, furono loro a causare la morte del quarto califfo Ali, genero del profeta Maometto. Coloro che avevano assistito in prima persona alla predicazione del Profeta dovettero da subito impegnarsi per spiegare il vero significato delle parole del Corano a chi le travisava. Ad alcuni di loro si riuscì a far capire dove sbagliavano. Ma una minoranza non volle capire e, allora come oggi, rovinava l’immagine della nostra fede.

E oggi come mai queste ideologie trovano seguaci?

I fattori sono tanti. Uno di questi è una forte ignoranza islamica: la gente non legge e quindi si fa ingannare più facilmente. Ma poi ci sono altri aspetti da tenere in considerazione.

Quali?

In molti paesi del Medio oriente c’è un grande disagio sociale di cui gli estremisti si approfittano. Molte popolazioni hanno subito decenni di dittature e ora vivono in situazioni di incertezza. Nell’Iraq dove l’Isis è nato, il governo ha emarginato la componente sunnita, che era considerata filo-Saddam, escludendola dalla vita sociale e politica. Questi sono diventati terreno fertile per la propaganda islamista, non tanto per adesione all’ideologia, quanto per volontà di rivalsa e vendetta.

E in Siria?

La rivoluzione siriana nasce pacifica, come lotta per la democrazia e la dignità di un popolo contro un violento regime pluridecennale. Quando il popolo siriano si è ribellato il governo ha risposto con violenza inaudita, ricorrendo anche alle armi chimiche. Una parte dell’esercito siriano ha abbandonato il regime e così è nato l’Esercito siriano libero, una forza democratica che all’inizio ha ottenuto dei successi militari contro il regime.

E poi?

Purtroppo non hanno avuto sostegno sufficiente e si sono dovuti fermare. Dallo stallo è nata una guerra civile che, grazie al rafforzarsi anche dei movimenti integralisti e la nascita dell’Isis, è diventata una spietata guerra religiosa. Ora, con l’intervento di potenze come la Russia, sta diventando una guerra mondiale.

Con quali mezzi l’Isis diffonde la sua propaganda?

Hanno costruito un califfato di plastica che scimmiotta le antichità islamiche. Uno specchietto per le allodole per gente che segue la religione fai da te, la religione del Web e di Youtube. Ma tutto ciò è senz’anima, un Islam che esiste soltanto nella forma, mentre nella sostanza serve soltanto a giustificare il loro desiderio di violenza. Ciò è un male per le loro vittime ma anche per tutti i seguaci dell’Islam vero.

Come li si combatte?

Per sconfiggere l’Isis, e non soltanto i suoi sintomi, gli stessi musulmani devono tagliare le radici di questa cultura della violenza. I terroristi devono trovarsi davanti al fatto che le loro interpretazioni maligne non sono condivise dalla Umma, l’insieme della comunità islamica. E il Profeta ha detto che dove c’è la Umma, là c’è l’Islam.

Con quali strumenti farlo?

Con l’educazione e con l’impegno anche da parte di noi teologi. Gli ulama del Consiglio islamico siriano si sono espressi in una fatwa, si trova anche tradotta in italiano, che condanna con parole chiarissime la falsa fede dell’Isis, elencando in modo inequivocabile il modo in cui questa organizzazione criminale ha violato le nostre leggi religiose. Un’altra fatwa recente spiega che qualunque dichiarazione di fedeltà presentata allo pseudo-califfato è da considerarsi invalida, e che anzi chi si impegna a mantenerla compie un peccato maggiore. Sono strumenti con cui combattere l’Isis anche sul piano del pensiero religioso.

È possibile un rapporto tra Islam e laicità?

Assolutamente sì. Nei suoi tempi di splendore l’Islam ha trattato tutte le fedi e i pensieri allo stesso modo, anche quelli diversi da sé e dagli altri monoteismi. Questo è un approccio molto simile alla laicità della modernità.

Pochi giorni fa ricorreva il compleanno di Paolo Dall’Oglio, il gesuita scomparso da due anni in Siria.

Padre Dall’Oglio è un esempio di convivenza per tutti noi. Noi lo chiamiamo abuna, che in arabo significa “padre”.

Annunci

Informazioni su giovannitomasin

Giornalista professionista, scrivo abitualmente per il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Archeologo di formazione, ho una passione inestirpabile per tutto ciò che è Mediterraneo.
Questa voce è stata pubblicata in Giornalismo e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...