La rottura del digiuno in via Pascoli

Pubblicato da Il Piccolo il 29 giugno 2015.

ramadan

C’è un gran fermento nella stanza in cui si preparano i vassoi per la cena: un gruppo di uomini di tutte le nazionalità e di tutte le età si distribuiscono i compiti. C’è chi versa la zuppa di lenticchie, chi serve la pasta, chi affetta il dolce. Siamo nella sede del centro culturale islamico di Trieste, in via Pascoli, in una sera di venerdì del mese sacro del Ramadan. Mancano pochi minuti alle nove di sera quando, dopo il canto del muezzin, i fedeli potranno rompere il digiuno.

Negli ultimi mesi il centro triestino è diventato un punto di riferimento e luogo di preghiera anche per decine di migranti approdati all’Italia dopo fughe disperate dalla guerra e dalla fame: in questo in mese di festa, che si concluderà il 17 di luglio, i precetti di accoglienza e solidarietà insegnati dal Profeta assumono un valore particolare. Il presidente della comunità Saleh Igbaria, palestinese e triestino d’adozione, accoglie il cronista e il fotografo del Piccolo con la consueta affabilità. È anche il giorno in cui dei terribili attentati hanno insanguinato la Tunisia, il Kuwait, la Francia. E per Igbaria è vitale sottolineare la «condanna fermissima» della comunità nei confronti degli autori di quegli atti: «Il Profeta ha detto che chi uccide una persona uccide tutto il mondo – spiega -. Non ha detto “chi uccide un musulmano” ma “una persona”. Questa regola vale per tutti, uomini e donne, di qualsiasi fede siano». Per i credenti il Ramadan è il mese in cui la pace e la solidarietà prevalgono, «e vedere che c’è chi compie atti simili proprio in questo mese, abusando del nome dell’islam, ci riempie di un’angoscia indescrivibile».

Mentre Saleh parla, scoccano le nove della sera e nelle sale risuona il canto del muezzin. I fedeli si dispongono in fila sui tappeti per la preghiera. Poi inizia la cena. Prima del pasto si usa mangiare qualche dattero accompagnandolo con acqua o latte, come faceva Muhammad quattordici secoli fa: «Il corpo è provato dal digiuno – spiega Saleh -, così si assumono subito un po’ di zuccheri e di liquidi e si è pronti per la cena». I vassoi sono disposti al suolo in circolo, tutti si siedono al loro posto e iniziano a mangiare. Il menù prevede un’insalata, una zuppa di lenticchie marocchina, del pane, un dolce e, in onore degli ospiti italiani, una pasta con i funghi: «Abbiamo decine di nazionalità qui a Trieste – racconta l’imam Nader Akkad -, quindi ogni sera proviamo una cucina diversa». Per tutto il mese l’associazione organizza ogni sera la cena, ricorrendo al volontariato, su due piani diversi del palazzo per uomini e donne. Mangiano assieme arabi, nordafricani, turchi, bosniaci, pakistani, afghani e anche qualche italiano convertito. «Xe la prima volta che rivo a vignir ‘sto mese, perché lavoro presto de matina», commenta un signore bosniaco. Dopo la cena c’è un nuovo momento di socialità mentre i volontari sparecchiano. Ci si siede al suolo nella sala preghiera, si chiacchiera, si mangia baklava, viene distribuito un profumo a base di essenze da spargere sulle mani. Poi ricominciano le preghiere, uno dopo l’altro salmodiano i fedeli dalle voci più belle. Un ragazzo africano, chioma con dread e felpa nera dei Joy Division, si inginocchia e poggia la fronte sul tappeto.

Annunci

Informazioni su giovannitomasin

Giornalista professionista, scrivo abitualmente per il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Archeologo di formazione, ho una passione inestirpabile per tutto ciò che è Mediterraneo.
Questa voce è stata pubblicata in Giornalismo e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...