Intervista a Stefano Bisi

Pubblicato su Il Piccolo l’8 marzo 2015.

bisi

Leggero accento senese, modi pacati, libertà di riferimenti che spazia dall’illuminismo a Vasco Rossi. Stefano Bisi è Gran maestro del Grande Oriente d’Italia da meno di un anno: ieri era a Trieste per il convegno massonico internazionale organizzato dal Goi.

Bisi, tempo fa il direttore del Corsera Ferruccio De Bortoli ha parlato di “stantio odore di massoneria” in riferimento al patto del Nazareno. A cosa si riferiva?

Bisogna chiederlo a lui. Io, come ho scritto nella lettera con cui gli ho risposto, non so che cosa volesse dire, sinceramente, perché la Libera Muratoria del Grande Oriente d’Italia non si occupa di patti del Nazareno né di altri patti.

E di cosa si occupa?

Delle persone. Nelle nostre logge non si parla di patti ma si adotta un metodo, quello di parlare attraverso i simboli, cercando di approfondirli. Soprattutto si segue la regola di parlare uno alla volta, mentre gli altri ascoltano, senza sopraffarsi di voci.

Qual è il rapporto fra massoneria e politica?

Ogni massone è libero di fare politica e di impegnarsi per il bene pubblico. La massoneria del Goi in quanto istituzione non si occupa di politica, non dà indicazioni di voto. A chi mi chiede cosa penso del governo Renzi dico che la mia opinione di cittadino è irrilevante, mentre la mia opinione di Gran maestro verrebbe comunque strumentalizzata, quindi mi astengo. Certo siamo attenti a quel che accade nel mondo.

Ovvero?

Ad esempio abbiamo dato l’onorificenza Galileo Galilei, il riconoscimento per non massoni, al sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini. Siamo vicini ai lavoratori delle acciaierie di Terni, Taranto, Piombino. Inoltre siamo impegnati nella solidarietà. Abbiamo costituito una federazione che riunisce tutte le associazioni di volontariato promesse da massoni.

Volontariato massonico?

Non sempre è ben visto. A Camerano, Ancona, due fratelli dentisti hanno proposto di offrire cure gratuite ai bisognosi. Il Comune ha concesso uno spazio e qualche forza politica ha protestato. Per fortuna il servizio prosegue, sulla scia degli “Asili notturni” di Torino, storica associazione benefica massonica.

In Italia c’è un’altra storica associazione benefica. La Chiesa cattolica. Come vanno i rapporti?

Le alte gerarchie dicono di non consentire, secondo il codice di diritto canonico, l’accesso ai sacramenti ai massoni. Almeno non parlano più di scomunica, però dove la regola si applica alla lettera qualche problema c’è. Poi a livello locale ci sono tante realtà dove parroci e sacerdoti hanno buone relazioni con i massoni, soprattutto in campo di solidarietà. Siamo persone di cuore che sanno donare.

Anche in Friuli Venezia Giulia avete avuto dei problemi.

Pochi mesi fa un bando per l’accesso a una commissione incaricata di affidare la gestione di farmacie comunali richiedeva ai candidati di non far parte di logge massoniche. Una discriminazione. Il Fvg non si è ancora reso conto di esser già stato condannato dalla Corte europea per i diritti dell’uomo per un caso analogo. Peccato. In questa regione il Goi è presente con fratelli che operano nel mondo e sono stimati per essere persone molto corrette.

Trieste città massonica?

Ci sono e ci sono stati fratelli con incarichi importanti. Come in tante altre città.

Il progetto europeo è consonante ai valori della massoneria. Come valuta la conduzione dell’Ue in questo momento di crisi?

Crediamo che vada sottolineata la fratellanza fra i popoli al di là delle istituzioni. Mi piace pensare al libero muratore del terzo millennio come al guerriero di cui parla Pietrangelo Bertoli in “A muso duro”: un guerriero senza patria e senza spada, con un piede nel passato e lo sguardo nel futuro. Nel nostro incontro annuale alla gran loggia di Rimini si farà sentire un’altra canzone, di Vasco Rossi: “Cambiamenti”. Dice che è difficile cambiare noi stessi. Ecco, un profano che entra nel Tempio deve cambiare sé stesso, rinascere come un uomo nuovo, aperto verso gli altri.

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Informazioni su giovannitomasin

Giornalista professionista, scrivo abitualmente per il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Archeologo di formazione, ho una passione inestirpabile per tutto ciò che è Mediterraneo.
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