Finmeccanica e la Russia

Pubblicato da Il Piccolo il 25 novembre 2013.

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Dalle poste ai velivoli per le forze speciali, la tecnica italiana in Russia vende. Negli ultimi anni il colosso eurasiatico è diventato «un partner di riferimento tanto in termini industriali, quanto strategici» per Finmeccanica. Il sito del gruppo tecnologico italiano rivendica con orgoglio la relazione instaurata con Mosca. I rapporti sono stretti e fruttuosi, anche se risentono dell’andamento delle relazioni fra Russia e Italia. Nel gennaio scorso la Oto Melara, società della galassia Finmeccanica, ha subito una doccia a temperature siberiane a causa della rinuncia dell’armata russa a comprare i blindati Centauro (in prova da mesi in terra russa) e allo stop agli acquisti degli Iveco Lince. Secondo fonti diplomatiche, citate dal Sole24Ore, la rinuncia di Mosca era una ritorsione per le posizioni eccessivamente filoamericane del governo Monti su temi sensibili come il nucleare iraniano e la guerra in Siria. Una delusione che però non intacca le solide relazioni esistenti.

Un mese fa l’amministratore delegato della holding Alessandro Pansa ha partecipato al “Foreign investment advisory council”, organismo fondato dal Cremlino per favorire l’economia del Paese e al quale prendono parte molte aziende di profilo internazionale. In quell’occasione il numero uno del gruppo ha incontrato il numero due della Russia, ovvero il primo ministro Dimitri Medvedev, oltre a importanti rappresentanti del mondo del business locale. Le radici russe di Finmeccanica affondano in una miriade di iniziative coronate da alcuni progetti portanti. «Tra i programmi in cui siamo impegnati sul mercato russo – spiega il sito del gruppo -, il principale è quello cui è dedicato il partenariato tra Alenia Aermacchi e Sukhoi Holding per la realizzazione del velivolo da trasporto regionale Superjet 100 (SSJ100), che dopo gli importanti contratti siglati in Russia e nell’area Cis sta incontrando i primi successi nei mercati export». Due joint- ventures si occupano dei diversi aspetti del progetto: la Scac – Sukhoi Civil Aircraft (75% Sukhoi Holding e 25% Alenia Aermacchi), per la progettazione, la produzione e le vendite del velivolo in Russia e in Asia. Alla SuperJet International (51% Alenia Aermacchi e 49% Sukhoi Holding) spetta l’assistenza e la vendita nel resto del mondo. Grazie alla partnership con AgustaWestland, Finmeccanica è presente anche nel settore elicotteristico in un progetto per l’assemblaggio e la vendita in Russia e nell’area Cis dell’elicottero civile AW139.

Nell’agosto scorso Finmeccanica ha approfittato del salone russo dell’aeronautica per firmare, assieme alla sua controllata Selex electronic system e “Oma sud Spa”, cinque accordi con Rosobornexport, il monopolista statale russo per l’export di armi. I contratti prevedono collaborazioni di diverso genere ad alcuni modelli di arei anfibi per le forze speciali o da pattugliamento. È un aspetto non secondario del rapporto Italia-Russia: a volte la diplomazia è la prosecuzione degli affari con altri mezzi.

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Giornalista professionista, scrivo abitualmente per il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Archeologo di formazione, ho una passione inestirpabile per tutto ciò che è Mediterraneo.
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