Berlusconeide

Pubblicato da Il Piccolo martedì 10 settembre 2013.

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«Italia sigue con Silvio Berlusconi atado al cuello». L’Italia continua ad avere Silvio Berlusconi appeso al collo. Questa l’immagine utilizzata dal quotidiano spagnolo El Pais per descrivere il giorno in cui la giunta per le elezioni del Senato si riunisce per decidere il futuro del magnate di Arcore: lascia trasparire un po’ di spossatezza. Infatti la stampa internazionale, dalla Francia agli Stati Uniti, segue la vicenda con la consueta ironia ma, ormai, anche con un po’ di disincanto. L’ennesimo capitolo della Berlusconeide guadagna i suoi spazi sulle pagine dei giornali, sì, ma sono lontani i titoli a sei colonne d’un tempo. Un po’ come le telenovelas degli anni ’80, anche la parabola politica e giudiziaria del capo del Pdl fatica un po’ a tenere alta l’attenzione dei suoi spettatori.

Il dubbio generale è che, comunque si pronunci il Senato, non finisca qui. Scrive ancora El Pais: «Se si tiene in conto che Berlusconi è stato condannato a quattro anni di carcere per il caso Mediaset e che fra qualche giorno compirà 77 anni, si potrebbe pensare di trovarsi davanti alla conclusione definitiva del politico. Si potrebbe, però – conoscendo il personaggio – sarebbe una previsione alquanto arrischiata». Il Partito democratico, rileva il quotidiano spagnolo, «ha perso varie occasioni per disfarsi politicamente di Berlusconi» e «non sarebbe strano (…) se il Pd tornasse a regalargli la bombola di ossigeno e di tempo di cui ha bisogno».

Jim Hardley, sulle pagine del New York Times, si chiede: «Berlusconi è finalmente uscito dalle nostre vite politiche?». Il senso di quel «nostre» è chiarito dall’analisi sulla portata internazionale della crisi italica. La condanna di Berlusconi, scrive il Nyt, «ha lanciato la politica italiana in un parapiglia che minaccia la sopravvivenza della fragile coalizione di governo e pone in pericolo il tentativo di recupero economico in corso in Europa. Gli analisti avvertono che l’instabilità politica dell’Italia, la terza economia del continente, potrebbe scompaginare i mercati finanziari, oltre a guastare la fiducia degli investitori e, forse, alimentare il rabbioso genere di populismo anti-austerità che periodicamente erompe nell’Europa meridionale».

Cyrus Sanati, autore di un editoriale in proposito sulle pagine economiche del sito di Cnn, scrive che «It’s time for Italy to say goodbye to Berlusconi». E’ tempo che l’Italia dica arrivederci a Berlusconi. «Liberarsi di lui sarebbe un cambiamento positivo per la politica italiana – scrive Sanati -. La sua inattività e la sua politica scandalosa nell’ultima decade sono una delle ragioni principali per cui l’Italia è in un simile disastro economico. La sua espulsione renderebbe il Paese libero di chiudere un capitolo oscuro nella sua storia politica». Il giudizio sulle possibili vie d’uscita non è dei più allegri: «E’ chiaro che i problemi dell’Italia non possono venir risolti dai loro pagliacceschi politici – scrive Sanati -. Il miglior scenario di uscita dall’impaludamento sarebbe una resurrezione di un governo a guida tecnocratica (…). Il peggiore è che l’Italia passi attraverso un altro ciclo elettorale approdando ad un altro governo ammanettato».

In Francia il Nouvelle Obsevatour, dopo aver ripercorso gli aspetti politici della vicenda, si concentra su quelli personali: «Berlusconi vuole soprattutto risparmiare tempo. Nel nome del diritto alla difesa. E nel frattempo, per placare l’opinione pubblica, si è convertito a uno stile di vita virtuoso, non si fa più fotografare con la compagna di 28 anni, Francesca Pascale, e il loro cane di nome Dudù. Non c’è più ombra di “Bounga Bounga” all’orizzonte, di scherzi, di problemi sessuali: Berlusconi è diventato improvvisamente un “Pépé” (un nonnetto ndr). Vero è che tra pochi giorni festeggerà i suoi 77 anni».

In Germania, Die Welt sintetizza così i possibili risvolti: «Berlusconi ha mobilitato tutte le sue forze per scongiurare l’accantonamento politico. Cerca di guadagnare tempo e rinviare il voto della giunta del Senato. Oltre al passaggio a Strasburgo ha richiesto l’intervento della Corte di giustizia di Lussemburgo e della Corte costituzionale italiana». E ancora: «Se dovesse rovesciare il governo Letta, La ripresa politica in Italia sarebbe in pericolo. Politica ed economia si sono incontrati durante il fine settimana a Villa d’Este a Cernobbio per il tradizionale incontro annuale del Forum Ambrosetti. Dal punto di vista dei dirigenti aziendali, una crisi di governo è di gran lunga la più grande minaccia per la nascente ripresa».

Per concludere, torniamo in Spagna. Secondo El Pais il fondatore di Forza Italia potrebbe attendere la sentenza di Strasburgo: «Una decisione potrebbe richiedere mesi o anni, durante i quali, ovviamente, il protagonista della vita politica italiana rimarrebbe Berlusconi».

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Informazioni su giovannitomasin

Giornalista professionista, scrivo abitualmente per il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Archeologo di formazione, ho una passione inestirpabile per tutto ciò che è Mediterraneo.
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