Una storiella gnostica

Gharnata, anno dell’Hijra 484.

suq

Il mistico sedeva ad un tavolino basso, vicino alla finestra. Guardava il tramonto incendiare il cielo della sua terra, Al-Andalus. Più in basso, sui colli, si estendeva la città del melograno: palazzi, grandi porte, moschee.

Al mistico piaceva quella locanda. Era il posto ideale dove andare a sedersi e pensare. E magari, come stava facendo in quel momento, sorseggiare un po’ di quel liquore forte che comprava dai cristiani, nel mercato del centro. Lentamente portava il bicchiere alla bocca, cullato dalle chiacchere degli avventori.

Tutti tacquero quando la porta si spalancò e il murabit apparve sulla soglia. Lunghe vesti scure, spada al fianco. Il velo lasciava scoperti soltanto gli occhi d’un azzurro pallido, in contrasto con il cuoio del viso. Uomo del deserto.
Uno dei nuovi dominatori che, rispondendo alla richiesta d’aiuto dei principi delle Taifa, erano venuti dall’altro lato dello stretto portando il terrore tra i cristiani. Ed estendendo il loro impero a tutta Al-Andalus.

Il mistico era impassibile. Soltanto un sorriso leggero gli si disegnò sul volto.

Il murabit attraversò la sala a grandi passi, la mano sull’elsa. Giunse al tavolo del mistico e lo rovesciò con un calcio. Il tè e il liquore finirono a mischiarsi sul tappeto.

Dici di essere un uomo di Dio – la voce tagliente, arrochita dal vento del Sahra, parlava nella lingua dei berberi – ma bevi alcol come un infedele! Miscredente, violi la legge di Allah!

Se una goccia impura cade nella tua acqua, uomo del deserto, tu vuoti la coppa sulla sabbia. – il mistico rispose con voce quieta, nella lingua del Profeta – Ma se quella stessa goccia cade nel mare sconfinato, esso non perde la sua purezza. La goccia scompare, il mare rimane se stesso.

E con ciò? – Il murabit non si aspettava una risposta simile. La mano strinse più forte l’elsa.

Tu sei la coppa d’acqua, uomo del ribat, ed io sono il mare.

Il murabit ristette, indeciso su come reagire all’affronto. Infine si voltò e veloce si diresse alla porta, avvolgendosi nel mantello. Scomparve alla vista.

Ancora con il sorriso sulle labbra, il mistico tornò a guardare il sole che scompariva tra le colline, a occidente.

Annunci

Informazioni su giovannitomasin

Giornalista professionista, scrivo abitualmente per il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Archeologo di formazione, ho una passione inestirpabile per tutto ciò che è Mediterraneo.
Questa voce è stata pubblicata in Racconti e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...