Malinconico Nordest

Facciamo una capatina in Italia con un pezzo che mi è capitato di scrivere nel gennaio di quest’anno. Parla della parabola del professor Carlo Malinconico (forse lo ricorderete per la sua brevissima apparizione all’interno del governo Monti) in Friuli Venezia Giulia. Un caso interessante di gestione del potere.

Pubblicato su Il Piccolo l’11 gennaio 2012.

Carlo Malinconico (foto dal web)

Docente all’università di Udine, avvocato dell’Autorità portuale di Trieste, membro del cda di Acegas. Durante la sua attività in Friuli Venezia Giulia, fra il 2002 e il 2007, l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Malinconico si è confermato un poliedrico accentratore di incarichi, diventando un nome di peso nel panorama scientifico ed economico regionale. Ora, dopo le dimissioni dall’esecutivo Monti a causa delle rivelazioni sulle vacanze “pagate a sua insaputa”, il breve ma significativo passaggio a Nordest di Malinconico è un mosaico che va ricostruito con pazienza, un pezzo alla volta. Ma che una volta completato può rivelare qualcosa su questo intraprendente uomo dello Stato.

Malinconico approda in Friuli Venezia Giulia nel 2002, in veste di docente di Diritto processuale comunitario e giustizia amministrativa all’università di Udine. Furio Honsell, allora rettore dell’ateneo, ricorda così il suo ingresso in scena: «Malinconico insegnava alla Scuola superiore dell’Economia e delle Finanze di Roma e aveva fatto domanda per divenire professore di prima fascia all’Università. A quei tempi noi stavamo costruendo la facoltà di Giurisprudenza, lui era già un nome di altissimo profilo, così fu assunto. Allora la legge lo consentiva». Secondo Sergio Rizzo, che ne ha scritto sul Corriere della Sera, Malinconico «è l’unico italiano a essere diventato ordinario grazie a un meccanismo a dir poco curioso. Una leggina, poi abolita, che consentiva agli insegnanti nominati dal ministro del Tesoro alla Scuola superiore di Economia e Finanze di transitare automaticamente nei ruoli dei professori universitari». Honsell aggiunge una curiosità: «Era un docente a costo zero per l’università. Pur essendo un nostro ordinario il suo stipendio era pagato dal Consiglio superiore della Pubblica amministrazione, a Roma. Ma di lui io ho un ottimo ricordo, una mente brillante che ha dato un contributo essenziale all’ateneo».

Il tramite fra Udine e Malinconico è Maurizio Maresca, anche lui docente all’ateneo udinese: «Conosco molto bene lui e il suo curriculum, così lo segnalai ad Honsell – spiega – credo che l’università si faccia anche così, portando le competenze laddove ce n’è bisogno». Maresca rivendica l’importanza del lavoro svolto da Malinconico per la Giurisprudenza udinese: «Ha avuto un ruolo scientifico di primissimo piano, ha permesso alla facoltà di fare un salto di qualità, e anche grazie ai suoi molteplici contatti è riuscito a portare personaggi di grande rilievo nella nostra regione. Il suo trasferimento a Tor Vergata qualche anno dopo è stato una grave perdita per il nostro panorama scientifico».

All’inizio del decennio passato Maresca era presidente dell’Autorità portuale triestina: «Ma in quella veste ebbi ben poco a che fare con Malinconico. Fu più presente come avvocato con la gestione successiva alla mia, ma non conosco bene quelle vicende». Certo è che per qualche tempo Malinconico fu una voce autorevole nella portualità regionale. Per fare qualche esempio, nel 2003 lo troviamo in veste di membro della commissione tecnica incaricata di vagliare i progetti proposti all’Autorità portuale per il recupero di Porto Vecchio.

L’anno successivo è invece legale dell’Ap triestina nell’ambito di un ricorso al Tar avviato dall’associazione spedizionieri Astra: «Ricorrevamo sulla delibera dell’Autorità che aveva respinto il nostro progetto per Porto Vecchio – ricorda il segretario di Astra Ampelio Zanzottera – presentava aspetti di illegittimità e infatti il Tar la cancellò. Peccato che poi sia finito tutto in nulla. Allora dicevamo che l’espansione del porto nel vallone di Muggia non era possibile a causa dell’inquinamento. I fatti ci hanno dato ragione».

Ma l’Autorità portuale non è l’unica realtà economica triestina che ha deciso di avvalersi delle molteplici competenze del professor Malinconico. Dal maggio del 2002 al giugno del 2003 il docente dell’ateneo udinese è divenuto componente del Consiglio di amministrazione di Acegas Spa su nomina del Comune di Trieste, assieme a Massimo Paniccia e Marco De Eccher. Fra il 2001 e 2002 il giurista era stato Direttore generale dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

Ripartì per il Lazio qualche anno dopo: «Se la memoria non mi tradisce Malinconico lasciò l’università di Udine per Tor Vergata intorno al 2006 o 2007», dice Honsell. Fra l’estate del 2007 e il 2008 arrivarono quelle vacanze, pagate “a sua insaputa” dalla cricca del G8, che hanno costretto a uno stop la carriera politica del professore.

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Informazioni su giovannitomasin

Giornalista professionista, scrivo abitualmente per il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Archeologo di formazione, ho una passione inestirpabile per tutto ciò che è Mediterraneo.
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