Transbalcanica 2012. Parte II: verso Salonicco

Da qualche parte nella Macedonia greca 15 luglio 2012.

Sono sulla corriera che mi porta verso Salonicco. Alla mia sinistra la costa egea, azzurrissima. Davanti a me, immerso nella foschia, quello che credo sia il monte Athos, dito orientale della penisola Calcidica. Il carro del sole atterra in fondo all’orizzonte, sull’autostrada.

Campi di girasole della Tracia.

Stamattina sono partito dalla stazione dei bus di Istanbul, una sorta di inferno multipiano in cui bisogna far attenzione a non perdersi. Alla periferia occidentale della città denti di cemento e metallo continuano a divorare infiniti ettari di campagna. I campi di girasole sono spezzati come in un fotomontaggio da condomini e grattacieli. Il carattere tumorale di quest’espansione non può essere messo in dubbio. Le streghe dell’antica Tracia presto non avranno più un luogo in cui celebrare i loro sabba notturni: in una terra di eroi e spiriti un incantesimo più potente sta prendendo il sopravvento.

Il viaggio dura più di nove ore. Un’ora buona la si perde al confine greco-turco: militarizzazione anacronistica sulle rive dell’Evros-Meric, in cui tra i soldati dell’una e dell’altra sponda vige quella silenziosa familiarità che deriva dal fronteggiarsi per anni senza che l’uno abbia mai osato sparare il colpo contro l’altro.

Nella Tracia greca sono numerosi i paesi ancora abitati da turchi, tra i pochi scampati ai grandi spostamenti di popolazioni degli anni ’20. Il nostro autobus fa diverse fermate in paesi e cittadine con chiese ortodosse e moschee: sbarcano lì buona parte dei nostri compagni di viaggio, turchi di Grecia in visita a Istanbul per il fine settimana. Come tante comunità staccate dalla madrepatria, si attaccano alla tradizione: donne con il cappotto lungo fino ai piedi e il velo sotto un sole senza pietà.

Al primo autogrill in cui fermiamo sento subito la Grecia. La moretta alla cassa mi chiede da dove vengo. Quando le dico che sono italiano sospira: “Ah, l’Italia è bellissima”. “Beh, anche la Grecia è splendida”, rispondo io. “Sì, ma è così difficile viverci”.

Durante il viaggio ho conosciuto R., un giovane australiano che vive in Italia da un paio d’anni per viaggiare in Europa e nel Mediterraneo. E’ reduce da una tirata allucinante fra Marocco, Spagna, Francia, Olanda e Turchia.

Pochi minuti fa, sul bordo dell’autostrada, un furgone appena ribaltato. La carcassa di lamiere girata sul fianco, circondata da un’aureola di vetri rotti che riflettono la luce del tramonto egeo. Sull’erba due corpi avvolti da lenzuola bianche. Mentre passiamo un poliziotto solleva un lembo, scoprendo le gambe di una donna.

Annunci

Informazioni su giovannitomasin

Giornalista professionista, scrivo abitualmente per il quotidiano Il Piccolo di Trieste. Archeologo di formazione, ho una passione inestirpabile per tutto ciò che è Mediterraneo.
Questa voce è stata pubblicata in Viaggi e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...